Officina Enoica è un’associazione senza fini di lucro con sede a Milano; unico scopo dei suoi fondatori è la volontà di sostenere i Vignaioli i cui prodotti siano frutto di una viticoltura e di uno stile di vita improntati al rispetto della natura
Torna Vinissage, il mercato dei vini biologici e biodinamici. Il viaggio tra vignaioli artigiani e vini naturali, dibattiti, incontri e musica è fissato per il 24, 25 e 26 maggio 2013. Una nuova formula e una nuova location per trasformare Asti in una città sostenibile e più umana, che vuole riportare il cibo e il vino al centro di un processo produttivo e creativo finalizzato al godimento della vita e attento alla salvaguardia delle risorse e degli equlibri della Terra. Un week end all'insegna del vivere "bene e sano". Anche nel 2013 l'evento sarà organizzato dal Comune di Asti in collaborazione con Officina Enoica, partner tecnico dell'iniziativa.
Dal 24 al 26 maggio Palazzo Gazelli, ad Asti, ospita il mercato dei vini biologici e biodinamici, organizzata dal Comune e da Officina Enoica, l'associazione che ha curato "Vino critico". Sabato 25 maggio Ae organizza un WineBus, per conoscere i vignaioli eretici e i vini di relazione.
Economie solidali Il biglietto costa 25 euro: comprende ingresso alla manifestazione e sconto sul libro.
Un’utopia reale, un luogo libero, una comune libertaria che da sempre è uno dei nomi di riferimento del vino critico. Urupia nasce a Francavilla Fontana nel 1995 in seguito alla frequentazione di un gruppo di ragazzi del Salento con alcuni militanti della sinistra radicale tedesca.
Il principio organizzativo fondante è quello del consenso, ovvero l’unanimità alla base delle decisioni, quello politico- economico risiede nella collettivizzazione della proprietà, mentre alla base di rapporti e comportamenti c’è quello anarchico e libertario della responsabilità individuale.
www.agriturismoilquartostato.it
“Panico, potente e luminoso, lascia intuire la maestosa sacralità della natura”. Era il 2003 quando Gino Veronelli raccontava così ai lettori di Carta il Barolo Paiagallo, prodotto in poco più di duemila bottiglie - e venduto a un prezzo che definire onesto sarebbe eufemistico - da un vignaiolo al tempo sconosciuto anche agli enofili più critici, Giovanni Canonica. Da allora non è cambiato molto: il Paiagallo continua ad essere lo stesso vino paradigmatico e Canonica resta un outsider della Docg più prestigiosa d’Italia, con una storia e un percorso tutti suoi. Un ettaro e mezzo di vigna appena fuori dal centro di Barolo (al quale è andato ad aggiungersi di recente un piccolo vigneto di nebbiolo a Grinzane Cavour, ai margini della denominazione) e un agriturismo dal nome emblematico - il Quarto Stato - nella via centrale del borgo sono le coordinate del mondo di questo garagiste del Barolo, un uomo dalle idee salde allergico alle convenienze e alle ostentazioni.
Oggi vi parlo del cesanese, e per l'esattezza di cesanese del piglio. Vitigno autoctono del lazio di origine antichissime, abbiamo tracce gia' in epoca Romana, si fregia della prima menzione DOCG della regione........ ed un bel e chi se ne frega non lo aggiungiamo? Siamo sempre sicuri che un vino DOCG sia sempre e in assoluto qualitativamente migliore? Il nuovo disciplinare prevede che il Cesanese del Piglio si potrà fregiare del titolo Docg se costituito dal 90% di Cesanese d’Affile e/o Comune e dal restante 10% di vitigni a bacca rossa complementari, «idonei alla coltivazione» per la regione Lazio.
arrivo io, ciao a tutti!
arrivo adesso perchè sono appena tornato da Sorgente del Vino e sono letteralmente sfasciato di stanchezza!
Come molti di voi già sanno, non sono un vignaiolo... ma solo un piccolo fornaio anarchico che non produce pane!
Condivido tutte le righe del manifesto e le sottoscrivo... traducendole anche nella mia versione personalizzata al mio operato.
Un’utopia possibile, al di fuori dal delirio produttivista e competitivo; un ritorno alla terra sotto la spinta della voglia di restituire l’orgoglio perduto al lavoro contadino. Valli Unite è un’azienda agricola a ciclo chiuso, ma soprattutto una collettività che dall’inizio degli anni 80 costruisce giorno dopo giorno un’alternativa a un modello economico e di relazioni perverso.
In Maremma per trovare la terra, sorgente di rinascita, fonte di energia, abbraccio accogliente.
Esserci per stare bene.
Poi, l'incontro con una collina. Sulla cima un casale, due anziani, olivi e il mare in fondo.
Il nome; Podere Mandorlaie. Io e la mia storia.
Terra composita, piena, diversificata nei suoi elementi costitutivi. Terra complessa e ricca di colori, di profumi e umori. Era quello che cercavo.
L'ho immaginata ricoperta di viti, in cima ad ogni filare un cespuglio di rose. Rosse.
Dentro il vigneto ho visto mia madre, toscana d’origini e di carattere. Le mie radici. E' sgorgata la determinazione di esserci. Parlare con gli anziani. Acquistare quella terra che ho sentito subito mia.
A mia madre ho dedicato il nome della mia azienda, alla forza, al suo sostegno,
stava nascendo Fattoria La Marietta.
Daniela Minetti
Viticoltrice
Questa volta da MioBio arriveranno gli amici della Fattoria la Marietta per farci assaggiare i loro vini, ci delizieranno il palato con il loro Morellino di Scansano, il Vigna Marietta ottenuto da uve Sangiovese e il Campocecco uvaggio di Sangiovese e Cabernet Souvignon, tutti i vini sono rigorosamente biologici. Avremo modo di passare qualche ora in loro compagnia e delle loro storie.
Da MioBio via Thaon De Revel 7 Milano, sabato 25 maggio dal tardo pomeriggio a notte fonda, sarà una festa ad ingresso libero.
Domenica 26 Maggio Asti Vinissage 2013 dalle ore 18.00 presentazione in anteprima nazionale del libro “ Il discorso del vino” di Pietro Stara edito da Zero in condotta, anno 2013