sab
21
mag
2011
All’inizio degli anni 2000 conobbi Lidia Matera, una sorridente e piacevole signora che mi raccontava della sua terra e dell’azienda di famiglia che aveva deciso di riprendere in mano e condurre.
Non conoscevo i vini che produceva e anche la zona non è tra le più nominate della nostra penisola come eccellenza di produzione vitivinicola. Siamo nella valle del Crati, in provincia di
Cosenza, nell’entroterra ad oltre 400 metri di altitudine. Luogo dal fascino antico e dalla storia illustre. Montalto Uffugo sarebbe stato fondato dagli Ausoni. Il paese, la cui sfera d’influenza
in epoca angioina si estendeva fino a Paola e Fuscaldo e la cui rilevanza strategica, in età normanna, era stata accentuata dall’edificazione di una rocca di cui oggi rimane la torre, giocò
sempre un ruolo determinante nel corso dei secoli.
Montalto fu anche centro culturale di grande rilievo, basti pensare “All’Accademia degli Inculti” fondata nel 1701, la cui fama si estende in
tutt’Europa, e al soggiorno in paese di Ruggero Leoncavallo, che proprio in loco trovò l’ispirazione per la sua celebre opera lirica “Pagliacci”.
Vivissimo il patrimonio delle tradizioni
popolari, che si esprime soprattutto nel “Carnevale Saracenu”.
Nelle immediate vicinanze del paese si trova il Parco Naturale della Comunità Montana Media Valle Crati, area protetta di
grande interesse. In questo contesto si colloca l’azienda vinicola Tenuta Terre Nobili di Lidia Matera, che fu fondata verso la fine degli anni ‘60 a Montalto Uffugo dal padre Ennio,
persona profondamente radicata in questa terra e che desiderava fortemente dedicarsi all’agricoltura a tempo pieno . Uno dei suoi primi obiettivi fu quello di lavorare per recuperare gli
antichi vitigni della zona giacché, il territorio, aveva goduto nei tempi passati, di grande fama che gli derivava dalle produzioni di grandi vini esclusivi delle mense dell’antica nobiltà
locale.
Iniziò così la ricerca e la selezione dei vitigni autoctoni con lo scopo di ridare a quella zona l’antico splendore che da sempre aveva goduto. Accanto a questa operazione di recupero,
egli cercò di identificare, all’interno dell’azienda, quelle zone dove l’esposizione e la particolarità dei terreni, potessero garantire vini di altissima qualità.
Contemporaneamente realizzò
una cantina, definita a quell’epoca moderna, dove l’impiego delle tecnologie per la fermentazione permetteva di esaltare al meglio il patrimonio aromatico e gustativo delle uve locali.
Da
allora, la tradizione continua e, negli ultimi anni, la cantina è stata da Lidia ripresa, pur nel rispetto del progetto iniziale, ed a partire dalla vendemmia 2000, dopo quindi molti anni di
esperienza, sono stati prodotti Alarico, Cariglio, Donn’Eleonò e Santa Chiara, vini che esprimono il calore e la forza del terreno da cui traggono origine e tutta la tipicità dei vitigni
del territorio calabro. La superficie investita a vigneto specializzato si estende per 15 ettari, rispetto ai 36 complessivi. La forma d’allevamento adottata è il cordone speronato, che
rappresenta quella più usata anche per i climi mediterranei; i terreni ed i sesti d’impianto sono tali da consentire la completa meccanizzazione delle operazioni colturali. E’ stato mantenuto in
azienda un equilibrio naturale con la parte di vigneto inserito in un contesto ambientale il più naturale e storico, come la presenza di ulivi, del bosco e dei prati. Questo per mantenere sia un
rispetto degli equilibri naturali, sia per conservare quanto l’uomo e la natura hanno creato in tutti questi anni.
La zona rientra nella delimitazione dell’Indicazione Geografica Tipica “Valle
del Crati”, per i prodotti ottenuti in quest’areale. L’enologo aziendale è Mario Ercolino, personaggio di indubbia capacità e serietà, che negli anni ha fatto grandi certe aziende oggi
sicuramente prosperano splendenti e rigogliose come le sue attente e preziose opere in cantina. Calabria quindi come espressione di qualità e cura, non quindi quantità e vini da taglio come per
anni si è pensato. L’attenzione per le basse rese, le coltivazioni biologiche e attente, oltre all’amore per la terra, fanno sì che alla Tenuta Terre Nobili vengano prodotti vini di assoluta
qualità. Aspetto poi da non sottovalutare è il rapporto qualità prezzo, che è sicuramente un aspetto vincente per i vini qui prodotti.
Inizialmente i vini contenevano una piccola percentuale di vitigni internazionali, ma ora sono in purezza e sono l’esaltazione della territorialità e tipicità, dando rilievo a quell’espressione
tutta mediterranea di vitigni vigorosi e pieni come il Nerello Cappuccio e il Mascalese, il Magliocco Dolce e Canino per i vini rossi e il Greco per il bianco. Anche il nome dei vini richiama la
storia, che si può apprendere dai racconti di Lidia che spiega il motivo di assegnazione ai suoi vini di questi altisonanti e famosi personaggi. Ogni prodotto racchiude in sé la tradizione, la
storia, la cultura dei luoghi di provenienza ed il sacrificio degli uomini che lo hanno realizzato. Storie ricche di umanità dalle quali è bello lasciarsi sedurre per farsi accompagnare in un
viaggio forse immaginario, che da lontano tuttavia, ci riconduca alla realtà del presente come la storia di questi luoghi, quando ancora Cosenza era la Cosentia dei Bruzi, Montalto Uffugo era la
Uffugium di Tito Livio e Cariglialto... ancora non aveva nome. La leggenda narra del nobile guerriero di nome Cariglio che trovò riparo, al sopraggiungere della notte, ai piedi
di un grande albero dopo che una battaglia aveva disperso e reso privi di comando i soldati. Al risveglio si avvide di essere giunto su una collina alla cui sommità si ergeva maestosa una grande
quercia e tutt’intorno una distesa di piante di olivo e vigne cariche di frutti maturi. Quel giardino di luce e di colori ritemprò l’uomo stanco che, dopo tanto perigliare, decise di fermarsi e
di dedicarsi alla coltivazione di quelle piante, chiamando l’intera zona Cariglialto. Questa poetica leggenda o storia vera è il biglietto da visita del vino ottenuto dal Magiocco Dolce e da
quello Canino, due varietà da sempre presenti in queste terre e massima espressione enologica calabrese. E’ stato identificato un territorio che possiede per esposizione, giacitura e
composizione, le caratteristiche ideali per la produzione di un grande Magliocco. Le tecniche in vigna, ivi compreso il diradamento estivo dei grappoli, sono tutte mirate a contenere la
produzione tra i 1000 ed i 1100 grammi di uve per pianta.
I grappoli per il Cariglio vengono selezionati singolarmente da occhi e mani esperte prima di iniziare la vinificazione che prevede, tra
l’altro, un salasso del 20% ed un lungo periodo di macerazione. Il vino ha un colore rosso rubino molto carico con riflessi violacei. All’olfatto si presenta intenso, persistente ampio con
sentori di mora e ciliegie mature e bacche di ginepro. Al sapore è sapido, caldo, piacevolmente astringente, pieno. In bocca si percepisce una vena tannica in equilibrio con le note di frutti
rossi e le spezie. Vino sincero e pulito, di gran bel corpo con soli passaggi in acciaio. Sicuramente riesce a dare il meglio di sé dopo qualche anno in bottiglia, stemperando l’irruenza
del vitigno e la preponderanza di tanto frutto ai primi
assaggi.
Il secondo grande rosso, che però si affina in legno è l’Alarico, ottenuto da Nerello Cappuccio e Mascalese. Cura per l’uva e per il vigneto sono le stesse per tutti i vini, con medesime
caratteristiche di qualità e attenzione per i diversi vitigni. Anche qui una lunga macerazione e un salasso intorno al 20%. Si ottiene così un vino profondo nel colore rubino molto carico
con orlo violaceo, profumi complessi e vari; vino intenso, persistente, abbastanza fine, ampio con sentori di piccoli frutti rossi boschivi e lievi di iris, cotognata ed eucalipto al quale segue
un gusto avvolgente e speziato con tannini decisi, ma aggraziati. Anche per questo grande rosso solo il tempo può solo migliorare ed esaltarne la qualità. Già da giovani sono vini che esprimono
gusto e sensazioni di soddisfazione, ma il tempo riesce a smussare questi aspetti di irruente gioventù ed ingentilire vitigni che possono dare vini con gran polpa, sicuramente accentuati dal
salasso e le lunghe macerazioni. Il Donn’Eleonò è un rosato splendido e non di ricaduta dai rossi. E’ ottenuto in parti uguali dai vitigni a bacca nera dei due rossi prodotti. Il vino è di
colore cerasuolo vivo. All’olfatto si presenta intenso e persistente, con netti sentori fruttati di lampone, ciliegia e ribes maturi. In bocca è secco e morbido, sufficientemente fresco, sapido e
di buon corpo. Un vino comunque di buon corpo e si può sicuramente dire un rosso travestito da rosato, che mantiene però le peculiarità e piacevolezza di un vino di questo tipo. Uno dei migliori
vini della nostra penisola per questa ritrovata tipologia, che sta riacquistando nuovi spazi e credibilità sulle tavole e come proposta enologica nei ristoranti e nelle enoteche. A chiudere la
produzione aziendale c’è un vino bianco, il Santa Chiara, ottenuto in purezza da Greco. Vinificazione tradizionale in bianco e in solo acciaio. Il vino si presenta così di aspetto
cristallino, di colore paglierino scarico. All’olfatto é intenso, persistente, fine con sentori di fiori di zagara, pesca bianca, arancia matura e pompelmo. In bocca è secco, fresco, molto sapido
e pieno; spiccano sapidità , note minerali, fiori e frutta.
Vini schietti e generosi, come le terre di provenienza, nati da mirate scelte tecnico-agronomiche in campo e da accurate valutazioni in cantina, finalizzate ad esaltare sempre la tipicità del
territorio d’origine, con i suoi profumi ed i suoi colori.
Da non tralasciare anche l’olio extravergine d’oliva, con il suo colore intenso ed il suo profumo fruttato tipico dell’oliva appena
franta, anch’esso è il frutto d’accurate scelte agronomiche finalizzate all’ottenimento di un prodotto d’alta qualità espressione del territorio di provenienza.
Si potrebbe quindi dire, che la
filosofia aziendale è mirata all’ottenimento di prodotti d’elevata qualità che rispecchiano il territorio di provenienza, con prezzi non proibitivi giacché il consumatore, per accostarsi a
prodotti di queste terre – Terre Nobili (e storiche, comunque )-, dovrà ritrovare sempre qualità ad un prezzo giusto. Altro importante aspetto aziendale è sempre stato quello di adottare i
principi delle metodiche relative all’ottenimento di prodotti biologici, giacché Lidia Matera reputa che il rispetto per il consumatore e per l’ambiente sia quanto mai importante. Non è solo
l’uomo al centro della questione, ma principalmente la terra, che non è nostra, ma è anche delle generazioni future ed è nostro preciso compito quello di operare in maniera tale da rispettarla e
da preservarla, per coloro i quali verranno dopo di noi.