sab
21
mag
2011
Si è conclusa sabato 27 Marzo 2010 la due giorni denominata "Orti d'Artista", manifestazione al secondo anno di vita che ha visto presenti quest'anno anche i vignaioli. Officina Enoica e
Renaissance des Appellations Italia hanno allestito all'interno degli storici chiostri dell' Umanitaria una sequenza di produttori agricoli e non, che proponevano il loro concetto di rispetto per
la natura, oltre al prodotto che essa stessa offre.
Nell' auditorium poi una trentina di produttori provenienti da tutta Italia hanno portato in assaggio i lori vini. Filo comune per tutti è il rispetto della natura e il rifiuto, o meglio, il
superamento dell'utilizzo di ogni chimica che la terra non accetta e all'uomo non porta giovamento. Rapporto diretto con i vignaioli senza intermediari. Tutti fisicamente presenti e pronti a
raccontare la loro storia personale e la propria passione per la terra.
Persone diverse, vini differenti, zone vocate o meno famose e prezzi di ogni gamma. Ciò dimostra come la nostra penisola possa offrire tante e differenti bontà, dove per ogni
prodotto poter apprezzare e riconoscere passione e attaccamento al territorio e alle tradizioni.
Quindi valorizzazione dei vitigni autoctoni ed esaltazione di quelli ormai consolidati ed entrati stabilmente tra quelli presenti sul territorio.
Tra i produttori sicuramente ben noti Tenuta Loacker per il Trentino Alto Adige, Cascina degli Ulivi per il Piemonte, Fattoria Castellina e Tenuta di Valgiano per la Toscana, Emidio Pepe per
l'Abruzzo. Menzione poi per le due aziende siciliane Guccione e Porta del Vento, così come per le due toscane San Polino e Terre a Mano Fattoria di Bacchereto.
Poi una sezione di outsider dove sicuramente Fausto Andi è l'indiscusso personaggio, sia per i vini, sia per la sua stessa personalità. Presenta anche la sua novità Sottosera, Barbera ferma del
2007 ottenuta con una antica tecnica di appassimento naturale e pigiature separate. Vinone da provare.
Due aziende emiliane hanno destato interesse: entrambe condotte e dirette da giovanissimi enologi, che provengono però da famiglie che da sempre hanno vissuto in quelle terre. Ora loro hanno
intrapreso questa non semplice impresa nella loro zona. Un'altra caratteristica comune è la rifermentazione in bottiglia dei vini, tecnica spesso rischiosa, ma naturale e sempre effettuata in
passato.
Crocizia è un'Azienda Agricola biologica di Langhirano (PR), località Pastorello, nata circa 15 anni fa recuperando un piccolo podere da anni abbandonato. Dopo aver rimesso in ordine l'antico
fabbricato, hanno deciso di piantare delle viti, strappando circa un ettaro di terra alla montagna in un posto particolare: una terrazza naturale che si affaccia sul torrente Parma. Il
vigneto è circondato da boschi, prati e alberi da frutto per una estensione aziendale totale di cinque ettari. Marco Rizzari racconta che è costituto da Malvasia di Candia e Sauvignon per le uve
bianche, Barbera, Croatina e Pinot Nero per le rosse. Sono piccoli viticoltori e pensano che il vino debba essere prima di tutto un prodotto naturale, vivo e in continua evoluzione, riconoscibile
e unico. Nel farlo, cercano di rispettare il legame fra le piante e la terra che le fa crescere, nel senso più stretto possibile accettando ciò che la natura ci da durante l'anno, senza
correzioni e forzature. Per questo motivo hanno approcciato la coltivazione biologica, così come per le altre coltivazioni che hanno in azienda.
La degustazione parte con la Malvasia di Candia 2008 Znèstra (ginestra in dialetto): vino semplice e schietto, fresco, leggero e non troppo aromatico. Quel bianco beverino di un tempo che ora non
farebbe furore, poiché non ha colore illimpidito da chiarificazioni, sbiancamenti e filtrazioni, nonché caricato con assemblaggi di uve più pigmentate. Segue il Sauvignon 2008 Sòl e
Stèli, vino sicuramente non varietale come ce lo si aspetterebbe, leggermente floreale ed erbaceo; vino secco e di non grande corpo, che nuovamente identifica l'idea di fare vini pronti alla beva
e non particolarmente spallati e strutturati, spesso trascendendo dalla tipicità del vitigno. Non si hanno notizie di come sia arrivato questo Sauvignon in queste zone e non è stata fatta ricerca
clonale. Uno solo vino rosso presentato, nonostante ne producano altri. Si tratta dell' Otòbbor 2008, Barbera frizzante: di color rosso rubino scarico presenta una delicata e leggera spuma
chiara. Al naso è vinoso e fragrante, con note tipiche e riconducibili al vitigno; fresco e di buona acidità è un ideale accompagnamento dei prodotti tipici della zona, come i salumi e le paste
ripiene, carni rosse leggermente grasse.
L'Azienda Agricola Bini Denny - Podere Cipolla di Coviolo (RE) era già stata vista all'ultima edizione de La Terra Trema a Milano. L'azienda nasce nel 2003 su una
superficie di 0.5 ettari, preso in affitto dal nonno. I vitigni presenti sono il Malbo gentile (altrimenti detto amabile di Genova) e Lambrusco Grasparossa, coltivati a cordone speronato con
potatura corta. I vini sono prodotti da monovitigno e per i frizzanti si è scelta la rifermentazione in bottiglia, che è il metodo più classico di produrre i lambruschi, ormai scomparso a scapito
dell’autoclave (metodo Martinotti). Come scelta aziendale si è deciso di non chiarificare e non filtrare i vini, usando solo lieviti indigeni e pochissima solforosa (solo in pigiatura), questo
per preservare al massimo le caratteristiche dell’uva e del vitigno. Il leggero sedimento è dato dai lieviti a fine rifermentazione, questo consente di avere un antiossidante naturale ed una base
per fare evolvere il vino anche per diversi anni.
L'obiettivo è quello di produrre uve di ottima qualità che siano legate al territorio, sia per tipicità, sia nel rispetto di esso, uno volta fatto questo il vino verrà da sé. Da queste
semplici e chiare parole, i vini andavano assaggiati. Così si è partiti dal Ponente 270 del 2009, un assemblaggio di Lambrusco Grasparossa, Malbo Gentile e Barbera. Buona freschezza olfattiva e
gustativa, discretamente pieno e lievemente morbido. Vino schietto e senza fronzoli: uno di quei vini che non è semplice ritrovare, di cui abbiamo un po' perso traccia. Segue il Gracale 45 del
2008 da Malbo gentile in purezza, una particolarità aziendale sui cui si è puntato. Vino frizzante - e come detto da rifermentazione in bottiglia - di media struttura, moderatamente pieno e
leggermente tannico. E' la storia delle uve lambrusche in queste terre sempre coltivate. Da segnalare la pulizia al naso, cosa rara per queste uve trattate spesso senza troppa attenzione. La
rifermentazione in bottiglia è la naturale evoluzione del vino, con quel suo intrinseco residuo zuccherino che porta alla spontanea fermentazione con solo lieviti propri dell'uva. Segue il
Maetrale 315 da Malbo gentile fermo del 2008. E' la versione ferma del vino precedente. Qui però diversa evoluzione olfattiva, con un naso più maturo e intenso con una discreta persistenza. In
bocca è asciutto e secco, piacevolmente tannico e lievemente aromatico, per come può esserlo un Lambrusco. Sarebbe stato interessante assaggiare anche il Tramontana 360, vino passito sempre da
uve Malbo gentile, ma la scarsità delle bottiglie prodotte, non ha consentito di degustarlo.