lun

25

lug

2011

Officina Enoica è...

di Epifanio Grasso

OFFICINA ENOICA è un cantiere sempre aperto, una fucina di idee, che si propone di valorizzare le economie, le esperienze e le culture locali (nell'era del global,noi preferiamo il glocal).

E' questo elemento, questo approccio in divenire, che lascia le porte aperte alla sperimentazione, senza sfruttare troppo, valorizzando le libertà e soprattutto rivendicando il diritto al piacere, che fa di Officina Enoica un contenitore votato alla “solidarietà” e al "mutualismo". Rivendicando il diritto al piacere. Si, il diritto al piacere, perché il piacere è democratico, ci permette di leggere la realtà con il ri acuirsi dei nostri sensi e del nostro intelletto. Il piacere è democratico perché ci invoglia a tornare protagonisti, anche soltanto grazie a piccoli atti importanti per migliorare questa nostra vita. Il piacere non è, non può e non deve essere inteso come qualcosa di elitario. Esso è un diritto (e i diritti non si mediano, si rivendicano). Esso va tutelato: promuovendolo, conoscendolo e rendendolo ala portata di tutte e tutti. “Per poter bere e mangiare e non per essere bevuti ed essere mangiati dal cibo”.

 

OFFICINA ENOICA prova a fare questo...

Costruendo e promuovendo momenti di socialità, mettendo in relazioni contadini, vignaioli, custodi della terra, o semplicemente appassionati e basta con i "consumattori" (e non consumatori) che hanno voglia di sentirsi raccontare delle storie e che hanno voglia di assistere a dei piccoli “miracoli” laici, ovvero: vedere scendere dagli scaffali i “prodotti” e farli tornare a vivere attraverso le parole di chi, con amore e passione, li ha prodotti.


Tutto questo in contrapposizione alla cultura consumistica che li porta a dimenticare il nostro passato, cancellare le nostre identità in nome di ciò che possiamo o non possiamo permetterci di possedere.

Insomma la sintesi di Officina Enoica è riassumibile in una frase di Roland Barthes, che ci piace tanto: “Con nessun potere, un po' di sapere e quanto più sapore possibile”...

Luigi Veronelli e Gianni Camocardi Critical Wine Verona 2003
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