sab

28

gen

2012

Crocizia i vini tipici del parmense

Oltrepassato Langhirano (PR), patria del prosciutto crudo più famoso d’Italia, si giunge a Pastorello; da qui ci si inerpica sul lato montuoso sinistro del torrente Parma sino ai 500 metri in località Crocizia, dove troviamo la famiglia Rizzardi proprietaria e fautrice dell’omonima azienda agricola biologica.

Nel 1992 papà Aurelio decide di realizzare un sogno di una vita: avere una propria azienda e produrre vino. Figlio di mezzadri e da sempre amante della naturalità dei prodotti, attaccato al territorio nel quale è nato e cresciuto, sposta la famiglia da Colorno e inizia una importante ricostruzione di un casale lasciato in disuso per quasi 40 anni. Dalle ricerche fatte risulta che la vite è sempre stata presente su queste pendici, così vengono subito reimpiantate quelle varietà locali tipiche: Barbera, Croatina, Lambrusco (qui Maestri), Malvasia di Candia e due vitigni internazionali come il Sauvignon e il Pinot Nero. Tutta la famiglia iniziò a dare il proprio apporto all’azienda. Per la produzione si pensò di rimanere giustamente radicati col territorio, quindi vini frizzanti con i vitigni autoctoni. La briosa Malvasia, il particolare Sauvignon mosso non particolarmente spinto con i profumi, la Barbera frizzante, il Lambrusco nella sua migliore espressione di vino effervescente, sai in versione assemblaggio (Scètt), sia in purezza (Marc’Aurelio); a completare l’offerta è arrivato il Pinot Nero vinificato in rosso, anche se ha un colore assai scarico e una vivacità moderata, ma apprezzabile. Per chiudere la Croatina ferma e una Malvasia passita. Tutti i vini hanno un nome dialettale come Znèstra, Sòl e Stéli, Otòbbor, Balòs, Pasénsja e le belle etichette sono disegnate da un’amica di Marco, oggi uomo e padrone di casa e primo attore in vigna e in cantina. La piacevolezza di questi vini risiede nella loro semplicità, schiettezza e bevibilità. Vini ottenuti in maniera biologica dal 2003 –metodologia certificata- non solo come tratto distintivo, quanto per mantenere quella naturalità da sempre ricercata e insita nei prodotti di queste terre. Marco ci dice che meno aggiunte si fanno al vino e più l’uva e il terreno si ritrovano nel bicchiere. Quindi niente additivi, chiarificanti, stabilizzanti, lieviti o enzimi e i vini non vengono filtrati. I suoli calcareo-marnosi conferiscono buona acidità, mineralità e freschezza ai vini, per nulla intensi e grevi nei profumi e in bocca, dove si apprezza anche un equilibrato valore alcolico; ulteriore fattore positivo per tutti i vini di Crocizia. Senza ricercare concentrazioni e spessore nei vini, macerazioni ed estrazioni sono ridotte al minimo, per meglio apprezzare la fragranza del frutto. Un ettaro vitato con buona esposizione Sud-Est e poi i restanti quattro, prati, alberi da frutto e un bel bosco appenninico, che mantiene umidità, ventilazione e protezione ai filari, sono tutta la proprietà attorno al casale.

Vengono prodotte 7.000-8.000 bottiglie fra tutte le tipologie e c’è la possibilità anche di acquistare del vino sfuso (bianco e rosso) ottenuto sempre dagli stessi vitigni, ma locati a qualche chilometro. Un’azienda a misura d’uomo, dove l’elemento primario e prevalente è appunto la passione e dedizione che la famiglia Rizzardi ripone nella loro accogliente azienda. Arrivando potrete trovare vispi cagnolini ad accogliervi, mentre due grosse oche bianche starnazzando controllano coloro che oltrepassa il cancello.

Vi è anche una minima produzione di miele a completare la produzione aziendale.

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