E’ tipica la coltivazione di vitigni di montagna, che danno luogo a vini con profumi e colorazioni meno concentrati. Sembra che sia opera degli antichi Liguri l'impianto dei vitigni di montagna con terrazzamenti sui costoni piuttosto ripidi (500-700mt, viticoltura "eroica", con vendemmia eseguita con le gerle). La zona sopra Sondrio, quasi a ridosso con la Svizzera, dà vita ai vini delle montagne lombarde ed in particolare alla DOCG VALTELLINA SUPERIORE. Esistono zone nella provincia di Brescia come CELLATICA e CAPRIANO DEL COLLE dove le DOC sottostanno alla spinta dei produttori per emergere sul mercato, ma la regione che merita una menzione d'obbligo è la FRANCIACORTA , che si trova tra Bergamo e Brescia. In questa zona si è arrivati alla vitivinicoltura in ritardo, e in questo modo non è stato prodotto un vino per sostentamento bensì un vino di qualità. Gli industriali del luogo hanno gradualmente convertito le loro proprietà (ville, casali, ecc.) in aziende vinicole e non avendo più sulle spalle il vincolo della quantità è stata fatta una scelta basata sulla qualità. La lingua di terra tra Voghera e Stradella è l'OLTREPO' PAVESE, un'area geograficamente compresa tra il Monferrato ed il Piacentino con i quali condivide le stesse tipologie di vitigni, ovvero BARBERA, MOSCATO GIALLO, RIESLING ITALICO (più leggero e fragrante) e RIESLING RENANO (il più famoso, originario della Mosella, adatto a vini longevi per il suo corredo acido), più tutta la gamma di vitigni internazionali, PINOT NERO e CHARDONNAY su tutti. Anche la BONARDA sta conseguendo risultati interessanti, ma mentre all'esterno il vitigno utilizzato è quello omonimo, qui si usa un parente stretto, la CROATINA.