La Puglia, finestra sull'Asia e sull'Africa, con il suo clima mediterraneo, caldo, ventilato e scarsamente piovoso (a volte troppo, tanto da costringere a seri provvedimenti), è una delle quattro
regioni italiane con la più alta produzione di vino oltre che di uva da tavola. Il suo destino però sembrava essere relegato a grande serbatoio italiano, visto che per molto tempo arricchiva
cantine del Nord-Italia che necessitavano di vino sfuso apportatore di grado alcolico e colore. Oggi, grazie a coraggiosi produttori che hanno saputo investire ed apportare giusti cambiamenti
nelle tecnologie, sia in vigna che in cantina, assistiamo ad un innalzamento della qualità del vino pugliese. Con l'esaltazione di vitigni autoctoni come il Primitivo, il Negroamaro, l'Uva di
Troia, la Malvasia nera, il Bombino bianco e il Bombino nero possiamo assaporare vini di buona levatura frutto di lavoro atto a rivalutare prodotti tipici di questa terra calda, solare e
generosa.
Oltre a vitigni internazionali di nuovo impianto, troviamo: nella zona Nord Montepulciano, Uva di Troia, Bombino bianco, Bombino nero; scendendo incontriamo Bianco d'Alessano e Verdeca; nella
penisola Salentina sono più diffusi Malvasia nera e Negroamaro, dal quale si ricava uno dei vini rosati italiani più interessanti.